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LA SESTA EDIZIONE DI FASHION REVOLUTION: OGGI PIÙ CHE MAI SIAMO VICINI A CHI REALIZZA I NOSTRI VESTITI

Nella settimana dal 20 al 26 aprile 2020 si terrà la sesta edizione della campagna internazionale Fashion Revolution.

La Fashion Revolution – istituita nel 2014 per promuovere la consapevolezza intorno al mondo del fashion – chiama a raccolta, in più di 60 paesi al mondo, tutti coloro che vogliono creare un futuro etico e sostenibile per la moda, chiedendo maggiore trasparenza lungo tutta la filiera fino al consumatore.

Noi di Meridiano 361 sosteniamo questa iniziativa perché è un’importante occasione per creare maggiore attenzione su ciò che si nasconde dietro ai vestiti che indossiamo e sull’impatto globale della moda, seconda industria più inquinante al mondo dopo quella petrolifera.

Il mondo del fashion ha una forza importante, di cui tenere conto nella nostra società. Può suscitare emozioni, provocare, guidare, affascinare. Vogliamo credere in un’industria della moda che rispetti le persone, l’ambiente, la creatività e il profitto in eguale misura.

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa della campagna!

Per andare verso un nuovo orizzonte è fondamentale la consapevolezza di tutti,
è necessario che ciascuno faccia la propria parte.

Luca Dosi – Legale Rappresentante Meridiano 361

L’ORIGINE DI FASHION REVOLUTION: IL CROLLO DI RANA PLAZA

La Fashion Revolution si tiene tutti gli anni nel mese di Aprile: il 24 Aprile ricorre infatti l’anniversario del crollo del complesso produttivo di Rana Plaza, a Dhaka, in Bangladesh, avvenuto nel 2013. In tale crollo 1.138 persone sono morte e molte altre sono state ferite.

All’interno dello stabilimento, alto 8 piani, le persone lavoravano per realizzare capi di abbigliamento di prestigiosi vari marchi occidentali. Il giorno precedente al crollo, nonostante le crepe visibili sui muri e l’avviso di abbandonare l’edificio, i proprietari delle fabbriche tessili ordinarono ai lavoratori di recarsi al lavoro anche il giorno successivo. Il 24 aprile 2013 l’edificio collassò con i lavoratori e le lavoratrici al suo interno.