CORNO

Il corno, fin dall’età del bronzo, è stato utilizzato per realizzare suppellettili, manici di pugnali, altri piccoli oggetti di uso quotidiano.
In Madagascar il corno utilizzato in artigianato è quello di zebù, perfetto per realizzare posate, piccole ciotole, pettini, ditali, bottoni e altri piccoli manufatti.

LA LAVORAZIONE

Il corno è recuperato dalla lavorazione delle carni bovine, ed è un materiale particolarmente ricco di varietà cromatiche, che, con una lavorazione accurata, riescono ad essere esaltate.
Può essere utilizzato grezzo, lucidato oppure può essere tinto, per arricchire ulteriormente la sua gamma cromatica.
Partendo da questo materiale di scarto, dopo averlo scaldato, tagliato, aperto, lavorato e infine levigato, gli artigiani realizzano bigiotteria, posate per la cucina, ciotole e molto altro.
Il corno può essere lasciato del colore naturale oppure può essere tinto, levigato o grezzo.

ARTIGIANI DEL CORNO: ANTANANARIVO E AMBOSITRA (MADAGASCAR)

Sono circa dieci gli artigiani che, con il sostegno delle famiglie, lavorano il corno per Meridiano 361.
Vivono tutti nei quartieri della capitale – tranne un piccolo gruppo che vive e lavora ad Ambositra- dove, presso il mattatoio pubblico, possono acquistare le corna di omby (zebù), la mucca tipica del Madagascar.

Nantenaina è un’artigiana che lavora in un piccolo atelier con altre quattro persone della sua famiglia, tra cui suo padre e suo marito. Il loro laboratorio è a  Anosipatrana, un piccolo quartiere nella periferia della capitale Antananarivo.
Nantenaina ha molta voglia di cambiare per i suoi figli; per loro sogna l’università e un futuro diverso. Ha imparato le tecniche e la maestria nella lavorazione del corno dal padre, che però non era mai riuscito a migliorare le sue condizioni di vita attraverso il lavoro. Affascinata dalle potenzialità del commercio equo, Nantenaina è riuscita ad aprire un piccolo atelier, proprio nel cortile di casa sua e, grazie alle formazioni è diventata espertissima nella colorazione del corno.