I MATERIALI E GLI ARTIGIANI DEL MADAGASCAR

Il commercio equo in Madagascar ha una storia lunga fatta di intrecci e relazioni che nel 2001 ha visto la costituzione di una società malgascia che coordina gli artigiani e che si occupa anche della loro formazione a tutti i livelli. Gli artigiani con cui si collabora sono circa 200 dislocati tra la capitale Antananarivo, la sua periferia, la regione di Ambositra, Tamatave e Ambatondrasaka. L’obiettivo è sempre la valorizzazione dell’artigianato locale che viene tramandato da diverse generazioni e utilizza anche tecniche tradizionali.
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I MATERIALI E GLI ARTIGIANI DEL MADAGASCAR

Il commercio equo in Madagascar ha una storia lunga fatta di intrecci e relazioni che nel 2001 ha visto la costituzione di una società malgascia che coordina gli artigiani e che si occupa anche della loro formazione a tutti i livelli. Gli artigiani con cui si collabora sono circa 200 dislocati tra la capitale Antananarivo, la sua periferia, la regione di Ambositra, Tamatave e Ambatondrasaka. L’obiettivo è sempre la valorizzazione dell’artigianato locale che viene tramandato da diverse generazioni e utilizza anche tecniche tradizionali.
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I PROGETTI E L’ARTIGIANATO DELL’INDONESIA

Il progetto di commercio equo in Indonesia ha avuto inizio nel 2003, come risposta ad una grave crisi economica che colpì principalmente l’isola di Bali, lasciando circa 1.500.000 persone senza lavoro. L’intervento ebbe inizio con le persone più svantaggiate famiglie numerose e ragazzi rimasti disabili in seguito alla poliomielite cercando di valorizzare le capacità manuali degli artigiani locali. La collaborazione prosegue ed oggi sono attive 2 case laboratorio e 3 negozi per la vendita diretta nel paese.
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I PROGETTI E L’ARTIGIANATO DELL’INDONESIA

Il progetto di commercio equo in Indonesia ha avuto inizio nel 2003, come risposta ad una grave crisi economica che colpì principalmente l’isola di Bali, lasciando circa 1.500.000 persone senza lavoro. L’intervento ebbe inizio con le persone più svantaggiate –famiglie numerose e ragazzi rimasti disabili in seguito alla poliomielite– cercando di valorizzare le capacità manuali degli artigiani locali. La collaborazione prosegue ed oggi sono attive 2 case laboratorio e 3 negozi per la vendita diretta nel paese.
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